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  • 15 gennaio

    Affitti negozi: cosa cambia (per contratti stipulati nel 2019) con la cedolare secca?

    Tassa “piatta” al 21% fino a 600 metri quadri per immobili in categoria C/1. Tutti i dettagli

    Con la Legge di Bilancio 2019 arriva, anche per i negozi, la cedolare secca: in pratica tassa “piatta” al 21% sull’affitto di negozi (capannoni e locali commerciali ma solo fino a 600 metri quadri), per l’anno 2019.

    Primo dettaglio: la cedolare secca potrà essere applicata solo ai contratti stipulati nel 2019 (e varrà per tutta la durata del contratto). Non solo, quindi, non si sa cosa accadrà per contratti stipulati a partire dall’1 gennaio 2020, ma non è neanche applicabile retroattivamente.

    Soprattutto, non sarà applicabile tra soggetti che avevano in essere un contratto di locazione prima del 15 ottobre 2018 e che non sia stato chiuso per regolare scadenza. In sostanza, non si potrà disdettare un contratto vecchio e farne uno nuovo per sfruttare la nuova aliquota.

    Se invece, facciamo un esempio, un contratto di locazione scadeva naturalmente al 31/12/2018, allora sarà possibile stipularne uno nuovo sfruttando la cedolare secca.

    Parliamo in sostanza di una opportunità fiscale che, secondo il Blogaffitto.it, “viene offerta ai proprietari di negozi sfitti, con un risparmio medio annuo calcolato dall’Ufficio Studi Solo Affitti attorno ai 1.450 euro per un locale affittato al canone medio dello scorso anno nelle principali città, 830 euro mensili”.

    Il provvedimento va a interessare, secondo Il Sole 24 Ore, potenzialmente i 370mila contratti che ogni anno (dati Osservatorio Immobiliare Agenzia delle Entrate) vengono stipulati in Italia.

    Per quanto riguarda, come detto, le tipologie di immobili, dovranno appartenere alla categoria C/1 e non dovranno avere superficie superiore a 600 metri quadrati.

    Autore: Rete TOSCANA Casa
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