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  • 04 maggio

    SISMABONUS , LA DETRAZIONE VALE ANCHE PER LA DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE

    E' possibile usufruire del sismabonus anche per quanto riguarda la demolizione e la ricostruzione di un edificio con la stessa volumetria di quello che era preesistente, fatte salve le innovazioni necessarie per l'adeguamento alla normativa antisismica. L'agenzia delle entrate spiega come può essere fruito il sismabonus, anche da coloro che, possedendo o detenendo l'immobilie in base ad un titolo idoneo, decidono di demolirlo e ricostruirlo con la stessa volumetria di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l'adeguamento alla normativa antisismica. Questo intervento rientra tra quelli di ristrutturazione edilizia e non di nuova costruzione, in caso di più comproprietari le spese vanno suddivise in proporzione alla spesa sostenuta da ciascuno. La risoluzione 34/E spiega che ai lavori di demolizione con ricostruzione si applica l'aliquota Iva agevolata  del 10% prevista per gli interventi di ristrutturazione edilizia, a condizione che le opere siano qualificate come tali dalla relativa documentazione amministrativa. Il Sismabonus prevede una detrazione delle spese sostenute per l'adozione di misure antisismiche che migliorino la classe di rischio ( zone 1 e 2) e a quelli situati nelle zone a minor rischio ( zona sismica 3). Tale agevolazione valida al 31 Dicembre 2021, può essere fruita sia dai soggetti passivi Irpef sia dai soggetti passivi Ires e per interventi realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo e su quelli utilizzati per attività produttive. Per quanto riguarda le abitazioni singole, la detrazione va calcolata su un ammontare massimo di 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno e deve essere ripartita in 5 rate annuali. La detrazione parte dal 50% delle spese (nel caso l'intervento non vada a migliorare la classe sismica) e sale quando la realizzazione degli interventi produce una riduzione del rischio sismico, gli inteventi che determinano il passaggio a una classe di rischio inferiore usufruiscono della detrazione del 70% mentre gli interventi che permettono il passaggio a due classi di rischio inferiori godono della detrazione dell'80%.  Quando gli interventi vengono realizzati in edifici condominiali le detrazioni sono: al 75% nel caso di passaggio a una classe di rischio inferiore, 85% quando si passa a due classi di rischio inferiori. In questo caso l'ammontare delle spese si applicano su una cifra non superiore a 96.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio e vanno ripartite in 5 quote annuali di pari importo. Gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali situati nelle zone sismiche 1,2,3 finalizzati non solo alla riduzione del rischio sismico, ma anche alla riqualificazione energetica potranno detrarre fino all'85% delle spese sostenute in caso di passaggio a due classi di rischio inferiori. La detrazione verrà ripartita in 10 rate annuali e verrà calcolata su una spesa massima di 136 mila euro moltiplicata per il numero delle unità immobiliari che vanno a comporre l'edificio. Il miglioramento antisismico va calcolato sulla base delle Linee guida per la classificazione sismica degli edifici che spiegano come attribuire ad un edificio una delle 8 classi di rischio sismico ( da A+ la meno rischiosa, ad A,B,C,D,E,F e G che è la più rischiosa) mediante un unico parametro che tenga conto sia della sicurezza sia degli aspetti economici. 

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