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  • 21 giugno

    MUTUI, TASSO DI DEFAULT VERSO I LIVELLI PRE CRISI, FRENANO LE SURROGHE

    I finanziamenti destinati all'acquisto hanno chiuso lo scorso anno a +31,7% per poi proseguire nel trend di crescita nel primo trimestre 2017, sebbene in leggero rallentamento (+25,8%). Per le surroghe invece, dopo tre anni di grande vivacità, a fine 2016 si registra una frenata (-0,1%) che si accentua in modo netto nel primo trimestre 2017 ( -27,5%) a causa della riduzione del numero dei mutui in corso per i quali l'operazione potrebbe essere ancora conveniente, questo nonostante i tassi dei mutui siano ancora in diminuzione. Nel 2016 le erogazioni di credito al consumo si sono riportate su valori molto vicini a quelli raggiunti prima della crisi economica, con i flussi finanziati che hanno fatto segnare un +16,3% rispetto al 2015. Nel primo trimestre 2017 la crescita si mantiene su ritmi ancora elevati, sebbene a ritmo inferiore, tiene molto bene l'arredamento soprattutto grazie alla coda delle detrazioni fiscali per l'acquisto di mobili e impianti per la casa ( condizionatori, fotovoltaico) destinati a immobili oggetto di ristrutturazione edilizia. Il tasso di default cioè l'indice di rischio di credito di tipo dinamico che misura le nuove sofferenze e i ritardi di 6 o più rate nell'ultimo anno di rilevazione del credito al dettaglio considerato nel suo complesso si è attestato a marzo 2017 all 1,7% rispetto all 1,9% del marzo 2016. Si tratta del valore più contenuto rilevato negli ultimi anni, se vengono presi in considerazione solo i mutui continua il lento ma progressivo calo del tasso di default vicinissimo ai livelli pre crisi. Il consolidamento della ripresa economica i bassi tassi di interesse e la maggiore cautela di domanda e offerta hanno contribuito al miglioramento della qualità del credito e ad erogazioni di nuovi finanziamenti via via meno rischiose sia per il credito al consumo sia per i mutui. Con la ripresa dell'incidenza dei mutui di acquisto, nel 2016 si interrompe il trend di contenimento degli importi e delle durate contrattuali dei nuovi mutui, che aveva caratterizzato gli ultimi anni, a seguito del boom delle surroghe, la ripartizione delle erogazioni per fasce di importo finanziato mostra un lieve incremento della quota di mutui di valore superiore a 200 mila euro e di durata superiore a 25 anni. Si prevede un consolidamento della crescita dei prestiti alle famiglie per il triennio 2017-2019 anche in considerazione degli ultimi dati congiunturali sul credito che certificano solide basi per una fase positiva del comparto anche per i prossimi anni. Permangono dei rischi legati all'incertezza politica per l'esito delle elezioni, che potrebbero rallentare i ritmi della ripresa. Le strategie degli operatori saranno ancora condizionate dalle pressioni regolamentari che detteranno ancora cautela nelle decisioni di impiego dei fondi e dalla difficle gestione dello stock di Npl accumulato negli anni di crisi, uno dei temi più urgenti da affrontare. 

     

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